“Mai si era vista nel nostro Paese una così massiccia discesa in campo di giuristi a favore di una buona legge sulle coppie gay e lesbiche, ed è significativo che questo accada in nome dei diritti dei bambini, che qualcuno vorrebbe sacrificare sull’altare delle ideologie degli adulti. ”

Così il senatore PD Sergio Lo Giudice, portavoce nazionale di ReteDem, saluta l’appello “Unioni gay, i bambini innanzitutto” promosso dal portale di studi giuridici www.articolo29.it e sottoscritto da più di trecento giuristi, fra cui alcuni dei massimi accademici italiani (da Vladimiro Zagrebelsky a Luigi Ferrajoli, da Giuditta Brunelli a Paolo Cendon, da Gilda Ferrando a Paolo Ridola, da Andrea Pugiotto a Gaetano Azzariti) e dei più noti magistrati o ex magistrati (Edmondo Bruti Liberati, Melita Cavallo, Livio Pepino, Elena Paciotti e molti altri, oltre a Magistratura Democratica).
L’appello, reso noto oggi, chiede al Parlamento di approvare la possibilità di adozione del figlio del partner prevista dal disegno di legge sulle unioni civili. “Queste bambine e questi bambini esistono – scrivono i giuristi – . Il Legislatore non può cancellarli, non può voltarsi dall’altra parte, ignorandone le esigenze di protezione”.

“In questa legislatura – ricorda Lo Giudice – l’orientamento del Parlamento a mettere in primo piano l’interesse prevalente del minore è stato univoco, dalla definitiva abolizione della differenza fra figli naturali e figli legittimi alla possibilità data alle famiglie affidatarie di adottare i bambini a loro affidati da lungo tempo.
Fra due settimane il disegno di legge 2081 sulle unioni civili arriverà nell’aula del Senato: quello sarà il momento in cui si deciderà se riesumare la distinzione fra figli e figliastri di cui questo Parlamento aveva con orgoglio rivendicato il superamento o riaffermare la centralità dell’interesse dei bambini alla stabilità delle proprie relazioni familiari”.

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