La direzione del 10 ottobre è stata molto tesa e intensa, non c’erano i soliti capannelli e persone che entravano e uscivano, tutti attenti e consapevoli della delicatezza del momento.

Nella relazione del segretario la parte più importante è stata la proposta di costituire una commissione per la modifica dell’Italicum prendendo come base la proposta Chiti, in pratica ha fatto propria la proposta di legge per elezione senato che era una delle nostre richieste nel documento di Albinea. Dopo la relazione c’è stata una buona mezz’ora di evidente imbarazzo: Paolo Acunzo aveva chiesto uno spazio di intervento, sapendo che non sempre ci fanno intervenire. Ha rimarcato la nostra posizione: abbiamo già un documento nostro che propone per la legge elettorale delle modifiche nel solco del dibattito aperto da Renzi; da ciò la disponibilità ad entrare nel merito della riforma elettorale per migliorarla.

Sandra Zampa ha sottolineato il pericolo di una mancanza di rappresentanza a sinistra, che sbilancerebbe il partito verso il centro e che lascerebbe molti militanti senza nessuno a cui guardare.
L’Area riformista di Bersani/Speranza si è presentata già decisa allo strappo, l’annuncio di votare no dato il giorno precedente, qualche compagno ha già visto girare il manifesto “sinistra per il no”. Questo ha fruttato solo una piccata risposta da Renzi, dandogli l’occasione di figurare come la parte che rispetta il partito portando la discussione nelle sedi istituzionali. In ogni caso l’apertura del segretario è stata notevole, e non si può non condividere il fatto che non emerge una proposta alternativa concreta all’Italicum, ma solo una fase di discussione. Non a caso è stato sottolineato come, per fare una nuova legge, ci voglia una proposta PD che poi va mediata, visto che con l’attuale sistema la maggioranza non è nostra.

Proprio per questo dev’essere rimasta un po’ spiazzata dall’offerta di cambiare la legge elettorale, e insufficiente è stato il giudizio poi espresso.

SinistraDem con Cuperlo ha lasciato aperto il passaggio su un percorso che, partendo dalla relazione di Renzi ,ne ha evidenziato le fragilità e le contraddizioni, ma ne ha colto il significato (a suon di ”non ci pigliare in giro, che poi la paghi anche tu”). È anche stato l’unico a dire a Orfini che si è comportato male con Ignazio Marino e che non è in grado di ricoprire il ruolo che ha.

Sinistra e cambiamento con Maurizio Martina ha ribadito la volontà di continuare a lavorare sull’intesa con il governo per portare a compimento le riforme.

Il fatto che, soprattutto mediaticamente, la situazione continui a essere gestita a colpi di interviste da parte di Bersani e di incontri e discussione con Renzi in prima persona purtroppo dirotta l’attenzione dal testo della riforma e anche dalle sue reali criticità: questo è pessimo per la consapevolezza che dovrebbe maturare di fronte ad un passaggio così importante.

È stata recepita con diffidenza la proposta di istituire una commissione composta da Guerini, Zanda, Rosato e Orfini e un rappresentante delle minoranze ( di oggi la notizia che è stato individuato in Ganni Cuperlo).
Alla fine c’è stata la votazione: Irene Deval Veronica Tentori e Carla Rocca hanno votato a favore, gran confusione per quanto riguarda gli altri: erano presenti in pochi – era tardi e qualcuno era andato via – probabilmente per quello hanno detto di essere usciti.

Carla Rocca & Irene Deval
Direzione Nazionale PD (ReteDem)

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