A Melito si è consumato un orribile crimine. Una ragazzina di tredici anni è stata stuprata da sette uomini adulti in modo continuativo per diversi anni. Quando la ragazza ha avuto il coraggio di denunciare le violenze subite parte della comunità locale le ha voltato le spalle.

Si tratta dell’ennesimo caso di violenza in cui la vittima viene messa sul banco degli imputati e colpevolizzata. Si trattava di una bambina quando questo orrore cominciò: le bambine e i bambini non hanno mai colpe. Anzi, è nostro dovere ricordare che abbiamo il dovere di proteggerli dalle violenze, dagli abusi, dalle ingiustizie, sempre.

Esprimiamo il nostro profondo sconcerto per quanto sta accadendo in questi giorni. C’è bisogno di dimostrare a quella ragazza che non è sola. Per dare un segnale anche alle tante donne che oggi vivono una condizione di violenza e non trovano il coraggio di denunciare. La violenza sulle donne riguarda anche e soprattutto l’uomo. Per questo occorre, oggi, una reazione forte anche degli uomini per dire basta a questo modo di concepire la donna.

Questi uomini devono unirsi alle donne per una battaglia di progresso. La responsabilità di una società migliore pesa infatti sulle spalle di ciascuna e ciascuno di noi. La parte buona della comunità, quella che si è esposta in difesa della ragazza, merita il nostro appoggio. Perché c’è una cultura da cambiare e tanti, troppi, stereotipi da abbattere.

Per questo chiediamo alla Ministra per le pari opportunità Maria Elena Boschi di intervenire in ogni modo a sostegno della ragazza e per sensibilizzare il territorio. Alla Ministra dell’istruzione Stefania Giannini chiediamo di  attivare al più presto in ogni istituto scolastico gli interventi, previsti dalla nuova legge sulla scuola, sulla promozione delle pari opportunità e della differenze di genere e per la lotta alla discriminazioni.

Per ReteDem
Federico Quadrelli

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