Roma,07.02.2017

Il congresso cittadino deve essere l’inizio di un confronto libero sulle concrete proposte necessarie per rilanciare il PD e la capitale; un processo democratico i cui obiettivi siano l’efficacia politica e amministrativa grazie all’innovazione delle pratiche e competenze, e il cui mezzo sia la partecipazione plurale e trasparente

ReteDem Roma chiede l’autonomia e la certezza delle regole congressuali e dunque che:

  • la platea congressuale sia quella dei tesserati 2015 che abbiano rinnovato nel 2016;
  • le regole per il prossimo congresso siano stabilite da una commissione titolata e plurale: proponiamo che questa commissione sia composta dai componenti romani della direzione nazionale PD;
  • i congressi per eleggere i segretari di circolo siano celebrati in concomitanza con quelli municipali e cittadino.

Formuliamo queste richieste nella convinzione che ci sia bisogno di un congresso che discuta proposte e contenuti e ragioni di come rilanciare il PD in una Capitale martoriata ormai da anni. Di un congresso senza remore o calcoli di posizione, nel quale tutti possano davvero dire la propria.

Per questo è fondamentale che si svolga un vero congresso su tesi, che eviti uno dei principali problemi del partito in tutti i congressi romani, ovvero che l’interesse e la mobilitazione siano monopolizzati da quante tessere ogni capobastone riesce a fare. Non ci serve l’ennesima conta interna, buona solo per distribuirsi qualche strapuntino senza cambiare niente, nel partito e soprattutto nella città. Sarebbe la solita operazione a discapito dei molti che si vogliono invece impegnare per costruire una proposta condivisa per il vero cambiamento.

Partiamo quindi da regole chiare e condivise in modo da poterci concentrare su quello che vogliamo costruire insieme. Se non collaboreremo per avere quanto prima un congresso di rinascita del PD a Roma, nulla e nessuno ci porterà fuori dal tunnel di sconfitte attuale.

ReteDem Roma

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