Il 4 marzo 2017 è stato un giorno importante. ReteDem, il gruppo di cui faccio, dopo una discussione seria e partecipata, ha ufficializzato il sostegno alla candidatura di Andrea Orlando.

L’esperienza ReteDem, come ha sottolineato il nostro portavoce nazionale, Sergio Lo Giudice, nasce a seguito dell’uscita di Civati dal PD e dalla volontà di restare insieme, nel partito, per affermare una nuova idea, quella secondo cui con la passione si può vincere. Passione per gli ideali che ci dovrebbero guidare nell’azione politica e per il coinvolgimento ampio delle persone.

ReteDem non ha mai fatto un’opposizione fine a se stessa, ma ha sempre cercato di essere propositiva, mantenendo una radicalità di vedute su temi fondamentali come l’Europa, il lavoro, l’innovazione, i diritti civili, la sostenibilità e la legalità.

Con Orlando abbiamo visto la possibilità di veder realizzato quel progetto che tutti noi sognavamo: un PD realmente inclusivo, partecipato, plurale e soprattutto ancorato ai valori della socialdemocrazia europea. Il PD come perno delle forze di Centro-Sinistra in Italia. L’appoggio dato anche da SinistraDem, Enrico Letta e da Bettini, conferma questa idea. Orlando ha ricompattato il mondo della sinistra nel PD, guardando oltre.

Del discorso alla conferenza stampa mi ha colpito molto il suo entusiasmo europeista. Un intervento ricco, serio, pacato e chiaro. Mi è piaciuto il richiamo ai valori della socialdemocrazia e per me che vivo una doppia militanza PD-SPD, questo ha significato molto.

C’è bisogno di una politica che guardi al futuro con coraggio e di leader capaci d’interpretare la complessità del presente, che s’impegnino per un’elaborazione politica che rigetti nettamente slogan facili e il giocare sulle paure delle persone per calcolo elettorale.

Orlando ce lo ha detto e ci ha rassicurati. Mentre l’ascoltavo ho percepito quella bella sensazione di fiducia che da un po’ mancava: finalmente si potrà avere un Segretario capace di includere le differenti anime di questo partito e di fare quella sintesi politica fondamentale per tenere insieme una comunità come la nostra e che in questi ultimi anni è purtroppo mancata.

Orlando è il candidato giusto per iniziare una nuova storia insieme, per costruire quell’alternativa per il PD e per il paese che aspettavamo. Da oggi il mio impegno personale e politico sarà nel sostenerlo in questa sfida congressuale, per contribuire alla rifondazione del PD, alla sua crescita e per riconquistare credibilità e fiducia.

Articolo apparso su L’Unità il 7.03.2017

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