“La modifica dell’ordine dei lavori che ha impedito un voto di nomina del nuovo segretario è stato un gesto offensivo verso un migliaio di delegati che hanno speso tempo, denaro e passione politica per venire a Roma ad esercitare il loro ruolo”.
Lo afferma in una nota Sergio Lo Giudice, portavoce di ReteDem.
“C’è di buono – aggiunge – che il voto sulla relazione del segretario reggente Martina apre una fase nuova, per quanto transitoria, per il Pd. L’autocritica sugli errori del gruppo dirigente, l’annuncio di una nuova segreteria plurale, la rivendicazione di un ruolo di segretario pieno, se pure a termine, la chiusura ad accordi con Forza Italia, l’idea di un congresso basato su una discussione vera e non solo sui gazebo segnano una discontinuità forte con la fase precedente. Adesso si apra una nuova pagina: serve un congresso vero dove le ambiguità di questi mesi si sciolgano in un confronto fra due idee di partito e di paese”, conclude.

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