Si è conclusa questa mattina ad Albinea la tre giorni della Festa nazionale di Retedem, piattaforma di pensiero e azione interna al Partito Democratico. Legalità, Costituzione, democrazia, Europa: questi i temi principali trattati dal 22 al 24 luglio nella provincia di Reggio Emilia.
La giornata conclusiva ha visto confrontarsi le diverse anime del PD, esponenti di altri partiti, rappresentati di associazioni nazionali. E’ stata analizzata la situazione del PD, dei partiti in genere, della società in cui viviamo per immaginare un progetto nuovo per il Paese.

Sono intervenuti Daniele Viotti, parlamentare europeo PD (ReteDem), Gennaro Migliore, sottosegretario alla Giustizia e deputato PD, Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, Marco Cappato, presidente Radicali Italiani, Roberto Speranza, deputato Partito Democratico (Sinistra Riformista), Carlo Monguzzi, consigliere Comune di Milano (ReteDem), Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia Romagna, Elena Baredi, coordinatrice regionale SEL Emilia Romagna, Gianni Cuperlo, deputato Partito Democratico (Sinistra Dem), Maurizio Landini, segretario generale Fiom-Cgil, e Sergio Lo Giudice, senatore Partito Democratico e portavoce ReteDem.
“Dobbiamo costruire un progetto politico nuovo, di centro sinistra” ha dichiarato nel suo intervento Lo Giudice. “Il Partito Democratico è la nostra casa, lì continueremo a lavorare partendo dalle fondamenta. Vogliamo essere la calce perché i mattoni di tutti costruiscano un partito ampio e veramente partecipato. Da settembre partiranno iniziative tematiche in ogni città per definire insieme a cittadini e associazioni il nostro contributo a un nuovo programma per l’Italia. Torniamo ad essere il partito degli elettori e non quello degli eletti”.

Sulla festa nazionale di ReteDem Lo Giudice ha aggiunto: “Sono stati tre giorni di politica, di confronto, di relazione umana. Sul referendum abbiamo analizzato le ragioni del sì e le abbiamo confrontate con quelle del no. Dovrebbe essere il modo corretto per affrontare questo tema all’interno del nostro Partito: dare alle persone gli strumenti per poter decidere liberamente. Sull’Europa abbiamo espresso ancora più convintamente il desiderio che il nostro Governo faccia un passo in più rispetto al buon lavoro che sta realizzando, verso la costituzione degli Stati Uniti di Europa. Abbiamo parlato di legalità, convinti che nel Partito e nel nostro Paese sia una questione sottovalutata”.

“Oggi dobbiamo ragionare sul PD che non è mai stato – ha dichiarato Daniele Viotti, parlamentare europeo -. Il PD deve mettere in pratica ciò che ha già nel proprio statuto e non ha mai applicato. Oggi abbiamo messo insieme tutte le anime del Partito. Immaginiamo il futuro con tutti e contro nessuno. Un PD che non rottama, che cambia metodi e pratiche”.
“Ascoltiamo le persone – ha aggiunto Carlo Monguzzi – ridiscutiamo la forma partito, torniamo ad essere quelli che si occupano dei ceti deboli, senza rinunciare all’innovazione”.

Per Cuperlo “non c’è nessuna ditta, nessun partito da riprendersi, Renzi e quello che è successo è frutto anche di errori passati, errori nostri. ReteDem l’aveva capito in tempi non sospetti, forse dovevamo unirci ieri, non domani”. Per Speranza “le ragioni della sconfitta del PD sono da rintracciare nel rapporto con il Paese reale. Abbiamo raccontato un’Italia fuori dalla crisi a cittadini che vivono la crisi quotidianamente”. Per Landini “alle persone bisogna dire la verità e bisogna ricercare insieme delle soluzioni, ripartendo dal lavoro e dalla libertà”.

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