Con l’approvazione definitiva da parte del Senato, le nuove norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento (c.d Biotestamento) sono legge dello Stato e introducono nel nostro ordinamento uno strumento già sperimentato nel resto d’Europa e ampiamente sollecitato non soltanto dagli operatori del settore sanitario, ma anche e soprattutto da una larghissima fascia dell’opinione pubblica.
Prendendo le mosse dall’art. 32 della Costituzione (“nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”), si sanciscono una serie di principi:
1. ognuno ha il diritto di esprimere il proprio consenso libero ed informato in relazione al trattamento sanitario a cui può essere sottoposto ed il medico è tenuto a rispettarne la volontà. In caso di pazienti con prognosi sfavorevole o imminenza di morte, il medico è tenuto ad astenersi da qualunque irragionevole ostinazione nel somministrare le cure o nel ricorrere a trattamenti inutili o sproporzionati;
2. In previsione di una futura incapacità di autodeterminazione, ogni persona maggiorenne può esprimere attraverso le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) le proprie convinzioni e preferenze riguardo alla tipologia degli accertamenti e dei trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali;
3. Nei casi di patologia cronica invalidante o caratterizzata da un’evoluzione infausta, è possibile realizzare una pianificazione delle cure condivisa tra paziente e medico, a cui questi dovrà successivamente attenersi.

Si tratta di una legge equilibrata che raccoglie e mette a sistema le migliori esperienze e prassi sedimentate negli ospedali e negli hospice negli ultimi decenni, oltre a cristallizzare e attribuire forza normativa ad una serie di principi sviluppati dalla giurisprudenza e consolidatisi in assenza di una disciplina specifica della materia.
In definitiva, nessuno strappo ma un deciso passo in avanti sulla strada del riconoscimento dei diritti e della dignità della vita umana.

Giuseppe Guerini

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