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CON IL PD IN UN MONDO CHE CAMBIA

PER UN NUOVO CENTROSINISTRA

Parigi e il 13 novembre sono già entrati nel calendario civile dell’Europa. Si torna a evocare la parola “guerra”. Nuove forze e protagonisti si affacciano sulla scena del mondo a cominciare da quello Stato Islamico che rappresenta la minaccia più grave per i valori della nostra civiltà. Gli equilibri di potere nel mondo che abbiamo conosciuto finora stanno mutando, nuove emergenze e attori si fanno largo con conseguenze spesso positive, come l’affermarsi di paesi a lungo costretti nella povertà e oggi nuovi giganti della scena, ma anche con la diffusione di conflitti brutali.  Sullo sfondo, con un impatto pesante sulla vita di milioni di persone, rimane la crisi economica peggiore della nostra storia recente. E la prospettiva di un cambiamento climatico difficile da affrontare.

La sinistra ha senso e un’anima se vede il mutamento in atto, se innova prima di tutto se stessa e le sue strategie, ricollocando nella società e nel tempo i principi di uguaglianza, libertà, solidarietà. Davanti a noi vive una rivoluzione dei saperi e delle tecniche che ha già modificato il modo di produrre, di lavorare, di consumare. La scienza presenta nuove sfide all’umanità, con potenzialità enormi di crescita e benessere per popoli e nazioni fino a oggi escluse dall’alfabeto dei diritti. Bisogna cogliere la domanda di speranza e riscatto che viene dalle periferie di casa nostra e del mondo. E per farlo anche in Europa non si possono chiudere gli occhi davanti a disuguaglianze crescenti e nuove povertà che mettono a rischio non solo il welfare per come lo abbiamo conosciuto, ma l’assetto stesso della democrazia.

Davanti a queste sfide gli strumenti tradizionali per interpretare il mondo e per perseguire i valori democratici e della sinistra non bastano più. Lo sbandamento e l’inefficacia dell’iniziativa politica della sinistra europea suonano come una conferma di questo ritardo.

Per questo sentiamo l’esigenza di confrontarci su una sinistra che viva nella società italiana e in un’Europa destinata a riscoprire la sua vocazione. Lo facciamo nel Partito Democratico anche per radicare il suo ancoraggio al campo largo del centrosinistra come investimento indispensabile per dare voce e rappresentanza a quella parte del Paese che non si sente piegata dalla crisi e che alla politica chiede giustizia, uguaglianza nei diritti e il coraggio di imboccare strade nuove.

Questo è lo spirito coltivato da singole associazioni e da molti che saranno presenti a un appuntamento che proponiamo di tenere il 12 dicembre a Roma. Avevamo immaginato il 5 dicembre, ma la decisione della segreteria Pd di organizzare per lo stesso giorno e per quello successivo “mille banchetti nelle piazze italiane”, scelta che condividiamo, ci spinge a rinviare il nostro incontro alla settimana successiva. Pensiamo a una occasione dove ragionare con interlocutori diversi. Un momento prezioso per individuare soluzioni, priorità e obiettivi che parlino a tutta la comunità democratica in una logica di apertura e ricerca per un nuovo centrosinistra di governo, per il civismo, nelle città e nel Paese.

Sergio Lo Giudice, Gianni Cuperlo, Roberto Speranza

 

 

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