Da anni la Siria è divenuta terreno di una sanguinosa guerra civile che ha causato centinaia di migliaia di vittime civili e milioni di sfollati. In base ai dati rilasciati di recente dall’Alto commissariato ONU per i rifugiati, infatti, sono oltre 4,8 milioni i siriani registrati presso L’UNHCR, nei paesi limitrofi, di cui il 35% è in età scolare.

La guerra in Siria continua: non solo guerriglie tra fazioni governative e antigovernative, ma anche interventi da parte di forze militari straniere. Un Paese dilaniato, in dissoluzione. Il tutto sotto lo sguardo impotente, distratto e colpevole di un occidente sempre più chiuso su se stesso. I negoziati falliscono e nel frattempo vengono bombardati ospedali, mercati, scuole o asili e il numero di vittime innocenti sale di ora in ora.

È quanto sta accadendo, per esempio, ad Aleppo, città della Siria settentrionale, dove gli scontri hanno raggiunto l’apice della violenza e della distruzione. Mentre questa tragedia umana si espande e aggrava, le nostre vite vanno avanti, e i bollettini di guerra sono una notizia in più che passa ai telegiornali. In Europa si alzano muri, si parla di invasioni di profughi e nuovi populismi ed estremismi si rafforzano, sulla base di queste mistificazioni. Si continua però a chiudere gli occhi su quanto ci sta accadendo attorno. Non è tollerabile che tutta questa vicenda venga ridotta a un mero problema numerico: quanti raggiungono i nostri confini, quanti devono essere distribuiti in questo o in quel Paese.

Serve una forte presa di coscienza da parte di tutte e tutti noi. E occorre, soprattutto, che la Politica, attraverso i suoi rappresentanti, agisca affinché questo orrore si concluda, non per qualche ora, non per il tempo necessario a portare qualche approvvigionamento, ma una volta per tutte. Con l’auspicio che queste persone possano tornare a vivere la loro vita, in sicurezza.

Il Partito Democratico, prima forza nel Partito Socialista Europeo, si faccia promotore di un’azione politica forte. Facciamo un appello al Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e al Presidente del Consiglio, nonché Segretario del nostro partito, Matteo Renzi, affinché intervengano e facciano sentire la loro voce. Aleppo e la Siria sono in profonda agonia. Non c’è più tempo da perdere.

Per ReteDem
Federico Quadrelli

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