“Trovo incomprensibile la presa di distanza di Patrizia Toia dalla campagna ‘Mettitelo in testa’. L’uso di immagini religiose nella comunicazione, dal caffé ai jeans, è accettato e mai criticato se non volgare. L’unico accostamento che viene considerato blasfemo è quello relativo alla sfera sessuale, nonostante, come in questo caso, non sia per niente volgare e finalizzato a salvare le vite di ragazzi”. Così il senatore Pd Sergio Lo Giudice, portavoce di ReteDem, commenta la presa di distanza del capo delegazione Pd nel gruppo del PSE dalla campagna promossa dall’eurodeputato Daniele Viotti per il 1 dicembre, Giornata internazionale di lotta all’Aids.

“I dati epidemiologici ci parlano di un preservativo ormai quasi ignoto ai comportamenti sessuali dei più giovani. Inoltre trent’anni di comunicazione contro la diffusione dell’HIV ci insegnano che solo un messaggio efficace e diretto riesce a parlare a ragazzi e ragazze e a stimolare comportamenti di prevenzione. La pubblicità promossa da Viotti ha queste caratteristiche e può dare una mano a ridurre le infezioni: questo è l’importante”.

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